La pratica psicologica è prima di ogni cosa un discorso, un discorso rivolto a tutti coloro che hanno deciso di vivere nella piena consapevolezza di sé.

Gnothi seauton recitava l'oracolo di delfi, "conosci te stesso". Conoscere se stessi è prerogativa per "essere" al mondo adeguatamente attrezzati così da affrontare tutte le vicissitudini della vita, sia quelle dolorose che quelle che possiamo considerare piacevoli.

la conversazione psicologica diviene dunque l'occasione per rimettere in questione l'individuo nei fondamenti stessi della sua azione e del suo pensare per fare in modo che la vita torni ad essere sentita pienamente.

La psicologia non è per necessitate il campo della sofferenza, o della cura intesa come intervento sulla malattia, ma è il campo della ricerca di sé. Essere presenti a se stessi è l'unica strada per poter essere con gli altri e non semplicemente tra gli altri.

La mia esperienza di psicologo cognitivo comportamentale mi porta ad affermare che nella pratica psicologica l'obiettivo è quello di incrementare il proprio sguardo su di sé, attraverso l'aiuto di un interlocutore sempre pronto a fornire gli strumenti per guardare e sentire "oltre" gli orizzonti che vengono percepiti come poco rassicuranti. La consulenza psicologica deve essere orientata a quello che gli antichi definivano il buon governo di sé, deve cioè permettere all'individuo che decida di beneficiarne di essere adeguatamente attrezzato per la vita, di poter discernere con chiarezza quando agisce in funzione della propria felicità e quando invece procrastina la gioia.

La Psicologia Per Me

"Gnothi seauton"