desiderio e cambiamento

17.01.2018

Sarebbe da stupidi, non credi? Passare una vita intera a desiderare qualcosa senza mai agire.

Nick Cassavetes

Quante volte ci capita di desiderare un cambiamento nella vita ma di ritenerlo impossibile?

Quante volte vorremmo migliorare le nostre condizioni professionali, affettive, relazionali ma ci sembra di non avere sufficiente tempo a disposizione per poter operare un cambiamento?

Entrambe queste due premesse giocano un ruolo fondamentale nella paralisi esistenziale di moltissime persone.

L'etimologia di desiderare è latina e deriva da siderare che propriamente significa fissare attentamente le stelle (da sidus che significa stella)

Desiderare significa porre l'attenzione verso qualcosa che è distante, ma che, al netto della sua distanza, è ugualmente capace di attirare la nostra attenzione, di suscitare il nostro interesse.

Il desiderio è da un lato l'espressione di una mancanza, ma dall'altro è la comparsa di un orizzonte in grado di affascinarci, una meta

Il desiderio è sempre un immagine di cambiamento.

Soddisfare i propri desideri ed attuare dei cambiamenti sono una fonte importantissima di benessere per la vita di tutti noi. Ma questo non è sempre facile.

Provate ad immaginare come vi sentireste se, ad un passo dall'essere arrivati in vetta alla montagna che tanto desideravate scalare, vi accorgeste di non aver razionalizzato le provviste in maniera adeguata e che quindi dobbiate tornare indietro. Molto probabilmente vi sentireste frustrati e scossi dal non aver potuto beneficiare del panorama tanto atteso, provereste un senso di rabbia per esservi fatti carico di tanta fatica inutilmente.

Adesso immaginate che, tornati a casa, la frustrazione si faccia sentire sempre di più, e che, per evitare un ulteriore delusione, decidiate di non provarci mai più. Ripercorrere gli stessi passi, addentrarsi negli stessi sentieri, affrontare gli stessi ostacoli, vengono viste come situazioni spiacevoli in grado di farvi perdere altro tempo.

In questa situazione ideale viene espresso un pattern ricorrente a molte storie comuni.

DESIDERIO -- TENTATIVO -- ERRORE -- FRUSTRAZIONE -- RINUNCIA -- FRUSTRAZIONE

Se il desiderio ci fornisce l'equivalente di una meta, dall'altra parte abbiamo bisogno di una mappa in grado di segnalarci un percorso.

Ma come si costruisce una nuova mappa?

Gregory Bateson, un antropologo che ha segnato la mia formazione come psicologo cognitivo comportamentale a Torino, scriveva in una delle sue più importanti monografie che "la mappa non coincide con il territorio" quindi nel suo processo di costruzione bisogna procedere per tentativi ed errori. Una buona mappa è quella in grado di rappresentare in maniera efficace il territorio.

Nel Pattern che abbiamo preso ad esame, l'errore ha un potere inibitorio sull'azione, impedendoci di procedere verso la realizzazione del nostro obiettivo, della nostra meta.

Il primo suggerimento per raggiungere i propri desideri è quello di pensare all'ERRORE come ad una fase importantissima del percorso. Sbagliare è l'unico modo per raffinare il proprio piano d'azione (la mappa) e per accorciare la distanza nei confronti dei nostri obiettivi. 

Se non accettassimo mai il rischio di sbagliare, rischieremmo di non poter cambiare nulla nella nostra vita

  • Come potrei cambiare lavoro se non accettassi il rischio che la mia candidatura venga rifiutata?
  • Come potrei affrontare un corso di studi se non accettassi il rischio di fallire ad un esame?
  • Come potrei uscire da una relazione insoddisfacente se non accettasi il rischio di soffrire o di essere rifiutato

Un altro aspetto su cui sovente mi ritrovo ad insistere con i miei pazienti è quello di provare a sganciarsi dall'idea che sia possibile ottenere benefici senza fatica. Nella società occidentale, la tecnica ha giocato un ruolo fondamentale nel rapporto tra gli uomini e il mondo. La tecnica può essere vista, almeno in parte, come un pensiero orientato a sottrarre l'uomo dalla fatica.

Quest'idea regolativa alla base dell'ascesa del mondo occidentale, ha prodotto per convesso un cambiamento radicale nel rapporto tra l'individuo ed il piacere, introducendo l'idea che sia possibile provare piacere e soddisfazione in assenza di azione, impegno e fatica.

La ricerca di un cambiamento implica sempre uno sforzo, un'agire in maniera alternativa. È proprio tale sforzo, l'impiego di tale energia, l'antecedente necessario del piacere.

Nel mondo greco, il termine utilizzato per designare la perfezione è Téleios che richiama la parola Télos che significa fine. La perfezione, per i greci, non consiste in altro che nell'attingimento del proprio fine.

Evitare di investire tempo ed energie nel raggiungimento dei propri obiettivi porta ineluttabilmente ad uno stato di incompletezza e quindi di frustrazione.

Per questo è importante volgere la propria vita verso la realizzazione dei propri obiettivi, perché è il miglior modo per incontrare la felicità

Dott. Colamonico  Psicologo Torino e Chieri